The dead Zone

The dead Zone

"Io non sono folle, e non sono mai stato ragionevole come ora. Semplicemente, mi sono sentito all'improvviso un bisogno di impossibile. Questo mondo, così come è fatto, non è sopportabile. Ho dunque bisogno della luna, o della felicità, o dell'immortalità, insomma di qualcosa che sia forse insensato. C'è una verità che mi rende la luna necessaria, ma difficile da scoprire. E cioè che gli uomini muoiono, e non sono felici"

(A. Camus, Caligola)

 







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Guardo la notte. La coperta del mondo è ricamata di stelle, le stelle che nelle notti estive si sciolgono nel mare.
Li chiamano desideri.
Affacciato sul mondo sento arrivarmi negli occhi un vento freddo, li socchiudo,li strofino.... resto fermo.
Le stelle a volte scoppiano come fuochi d'artificio confezionati male, scendono sul mondo come pioggia rovente.
Sembrano stelle di piombo, troppo pesanti per rimanere nel blu.
La candela delle mie preghiere fa poca luce nella stanza, occore coraggio per fendere le tenebre.
Il calore mi culla lo sguardo, lascio che mi scaldi ancora un pò....
Alimentato dai miei desideri sussurro speranze fragili, come le parole che non trovo che imbastisco per fede più che per convinzione.
Povere persone ed inutili volontà, binomio della mia impotenza.
Rammenderei il cielo se potessi, lo farei con le luci di questa città, le luci di tutti quelli che questa notte non dormono, bimbi insonni e genitori impazienti, studenti e lavoratori silenti, giornalai, autobus e passanti in attesa dell'alba.
Strappo la pagina su cui avevo disegnato un arcobaleno e scritto parole di lingue diverse....
Costruisco un aeroplanino multicolore, leggero, fragile, inchiostro sospeso tra l'aria e il tempo di un volo......
Plana leggero sul letto sfatto.....
Mi accoccolo sul cuscino.... cola cera dalla candela dei miei pensieri.
Vola per la città, pilota del nulla con le tue ali di carta...... esprimi solo un desiderio in questa notte in cui cadono le stelle di piombo e chiedi al mondo che s'avveri...

Sto Leggendo

il libro di Enoch


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mercoledì, 06 agosto 2008

Temporale

foto scattata da me ed  elaborata con il sistema HDR

 

by: deadmanwalking a 20:31 | link | commenti (1) |
quando si dice mare

venerdì, 27 giugno 2008

il lieto evento.....

by: deadmanwalking a 20:48 | link | commenti (7) |
la truppa

martedì, 27 maggio 2008

un po' di fresco.....

il fiume Treia -  località "Monte Gelato"

by: deadmanwalking a 17:57 | link | commenti (3) |
in giro per il lazio

sabato, 24 maggio 2008

cancello sul tempo......

by: deadmanwalking a 17:02 | link | commenti (1) |
in giro per il lazio

lunedì, 21 aprile 2008

passeggiata nei campi

 

 

by: deadmanwalking a 20:02 | link | commenti (2) |

sabato, 15 marzo 2008

by: deadmanwalking a 19:53 | link | commenti (2) |
gio

martedì, 04 marzo 2008

gitarella a Farfa (RI)

all'arrivo..

scorcio dell'interno

 

by: deadmanwalking a 20:13 | link | commenti (1) |
in giro per il lazio

mercoledì, 20 febbraio 2008

un salutino al volo..........

by: deadmanwalking a 20:17 | link | commenti (2) |

venerdì, 19 ottobre 2007

by: deadmanwalking a 13:53 | link | commenti (9) |
quando si dice mare

domenica, 14 ottobre 2007

Ricordo con malinconia ventisei anni fa, quando bussando sul cemento che mi separava dalla bara di mia madre, nei miei occhi, nel rimbombo del suono sordo della mia mano, apparse l'immagine di un corpo che veniva turbato dalle vibrazioni, crollando come un castello di sabbia,  orrore per un corpo che un tempo era mia madre.
Immagine troppo forte per il mio essere, archiviata ad arte, ma non scordata, per permettermi di credere... credere ancora, perché sono vulnerabile e non accetto la sua assente inutilità. La morte non deve essere "fine". Mia madre, come chi non è più con me, non può essere solo "nulla". Inaccettabile per me.

Eppure il recarsi su una lapide ha, per ogni essere, motivazioni differenti: a volte un lavarsi la coscienza o un "toccare con mano" l'inspiegabile, per alcuni un momento per piangere, per me un motivo di bilancio. Mai, per me, un accudire chi non c'è più... eppure ho bisogno di lasciare ogni volta una parte di me, lì, che sia mia madre o qualcuno legato alla mia storia: spesso ho deposto un fiore, a volte ho solo lasciato il mio tocco sul marmo.

Non ho cadenze, spesso scelgo un cimitero mai visto per fermarmi davanti ad una lapide abbandonata, cullata dal silenzio, per parlare con chi non c'è più. Una tomba abbandonata è qualcosa di mistico per me: ha una storia ignota a me, ha lacrime e solitudine, ha vivido il vissuto dell'abbandono provato innanzi a lei.

Adoro le vecchie foto, i nomi strani, i piccoli oggetti che spesso vi sono vicino... una storia che nessuno mi narrerà, unita alla pace di un luogo che non mi spaventa e che esploro ogni volta che posso.

Una tomba sconosciuta per la mia storia sconosciuta che si unisce ad essa... un dialogo con un mondo che un giorno scoprirò ma che non potrò mai raccontare. Il silenzio di un luogo per il mio silenzio, un dialogo con me stesso e che solo quella lapide, può comprendere. Una tomba in ricordo di ogni tomba visitata: la solitudine meno solitudine che conosco... il rispetto per ciò che non comprendo.

Come ogni anno voglio dedicare a mia madre, nell'anniversario della sua partenza,  le splendide parole di Sant'Agostino che mi danno sempre tanto conforto:

"La morte non è niente.
Sono solamente passato dall’altra parte: è come fossi nascosto nella stanza accanto. Io sono sempre io e tu sei sempre tu. Quello che eravamo prima l’uno per l’altro lo siamo ancora. Chiamami con il nome che mi hai sempre dato, che ti è familiare; parlami nello stesso modo affettuoso che hai sempre usato. Non cambiare tono di voce, non assumere un’aria solenne o triste. Continua a ridere di quello che ci faceva ridere, di quelle piccole cose che tanto ci piacevano quando eravamo insieme. Prega, sorridi, pensami! Il mio nome sia sempre la parola familiare di prima: pronuncialo senza la minima traccia d’ombra o di tristezza. La nostra vita conserva tutto il significato che ha sempre avuto: è la stessa di prima, c’è una continuità che non si spezza. Perché dovrei essere fuori dai tuoi pensieri e dalla tua mente, solo perché sono fuori dalla tua vista? Non sono lontano, sono dall’altra parte, proprio dietro l’angolo. Rassicurati, va tutto bene. Ritroverai il mio cuore, ne ritroverai la tenerezza purificata. Asciuga le tue lacrime e non piangere, se mi ami: il tuo sorriso è la mia pace."


by: deadmanwalking a 18:35 | link | commenti (4) |