









"Io non sono folle, e non sono mai stato ragionevole come ora. Semplicemente, mi sono sentito all'improvviso un bisogno di impossibile. Questo mondo, così come è fatto, non è sopportabile. Ho dunque bisogno della luna, o della felicità, o dell'immortalità, insomma di qualcosa che sia forse insensato. C'è una verità che mi rende la luna necessaria, ma difficile da scoprire. E cioè che gli uomini muoiono, e non sono felici"
(A. Camus, Caligola)

Sto Leggendo
il libro di Enoch
Riccarda in Temporalefoto s...
Riccarda in il lieto evento.....
fatapiumetta in il lieto evento.....
utente anonimo in il lieto evento.....
Riccarda in il lieto evento.....
oggi
agosto 2008
giugno 2008
maggio 2008
aprile 2008
marzo 2008
febbraio 2008
ottobre 2007
settembre 2007
agosto 2007
luglio 2007
giugno 2007
maggio 2007
aprile 2007
marzo 2007
febbraio 2007
gennaio 2007
dicembre 2006
novembre 2006
ottobre 2006
settembre 2006
agosto 2006
luglio 2006
giugno 2006
maggio 2006
aprile 2006
marzo 2006
febbraio 2006
gennaio 2006
dicembre 2005
novembre 2005
ottobre 2005
settembre 2005
agosto 2005
dalla finestra di casa
gio
in giro per il lazio
la truppa
passeggiando per roma
quando si dice mare
toscana my love
visitato *loading* volte
Temporale

foto scattata da me ed elaborata con il sistema HDR
il lieto evento.....

un po' di fresco.....

il fiume Treia - località "Monte Gelato"
cancello sul tempo......

passeggiata nei campi

gitarella a Farfa (RI)
all'arrivo..

scorcio dell'interno

un salutino al volo..........

Ricordo con malinconia ventisei anni fa, quando bussando sul cemento che mi separava dalla bara di mia madre, nei miei occhi, nel rimbombo del suono sordo della mia mano, apparse l'immagine di un corpo che veniva turbato dalle vibrazioni, crollando come un castello di sabbia, orrore per un corpo che un tempo era mia madre.
Immagine troppo forte per il mio essere, archiviata ad arte, ma non scordata, per permettermi di credere... credere ancora, perché sono vulnerabile e non accetto la sua assente inutilità. La morte non deve essere "fine". Mia madre, come chi non è più con me, non può essere solo "nulla". Inaccettabile per me.
Eppure il recarsi su una lapide ha, per ogni essere, motivazioni differenti: a volte un lavarsi la coscienza o un "toccare con mano" l'inspiegabile, per alcuni un momento per piangere, per me un motivo di bilancio. Mai, per me, un accudire chi non c'è più... eppure ho bisogno di lasciare ogni volta una parte di me, lì, che sia mia madre o qualcuno legato alla mia storia: spesso ho deposto un fiore, a volte ho solo lasciato il mio tocco sul marmo.
Non ho cadenze, spesso scelgo un cimitero mai visto per fermarmi davanti ad una lapide abbandonata, cullata dal silenzio, per parlare con chi non c'è più. Una tomba abbandonata è qualcosa di mistico per me: ha una storia ignota a me, ha lacrime e solitudine, ha vivido il vissuto dell'abbandono provato innanzi a lei.
Adoro le vecchie foto, i nomi strani, i piccoli oggetti che spesso vi sono vicino... una storia che nessuno mi narrerà, unita alla pace di un luogo che non mi spaventa e che esploro ogni volta che posso.
Una tomba sconosciuta per la mia storia sconosciuta che si unisce ad essa... un dialogo con un mondo che un giorno scoprirò ma che non potrò mai raccontare. Il silenzio di un luogo per il mio silenzio, un dialogo con me stesso e che solo quella lapide, può comprendere. Una tomba in ricordo di ogni tomba visitata: la solitudine meno solitudine che conosco... il rispetto per ciò che non comprendo.
Come ogni anno voglio dedicare a mia madre, nell'anniversario della sua partenza, le splendide parole di Sant'Agostino che mi danno sempre tanto conforto:
"La morte non è niente.
Sono solamente passato dall’altra parte: è come fossi nascosto nella stanza accanto. Io sono sempre io e tu sei sempre tu. Quello che eravamo prima l’uno per l’altro lo siamo ancora. Chiamami con il nome che mi hai sempre dato, che ti è familiare; parlami nello stesso modo affettuoso che hai sempre usato. Non cambiare tono di voce, non assumere un’aria solenne o triste. Continua a ridere di quello che ci faceva ridere, di quelle piccole cose che tanto ci piacevano quando eravamo insieme. Prega, sorridi, pensami! Il mio nome sia sempre la parola familiare di prima: pronuncialo senza la minima traccia d’ombra o di tristezza. La nostra vita conserva tutto il significato che ha sempre avuto: è la stessa di prima, c’è una continuità che non si spezza. Perché dovrei essere fuori dai tuoi pensieri e dalla tua mente, solo perché sono fuori dalla tua vista? Non sono lontano, sono dall’altra parte, proprio dietro l’angolo. Rassicurati, va tutto bene. Ritroverai il mio cuore, ne ritroverai la tenerezza purificata. Asciuga le tue lacrime e non piangere, se mi ami: il tuo sorriso è la mia pace."